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Punti diciannove – venti –ventuno – ventidue

Il punto diciannove – venti -riguardano una bella chiacchierata su ciò che si vorrebbe fare al SUD: “rafforzamento della azione pubblica per investimenti che aiuti le imprese di tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese” e tanto altro per tutto il Paese.  Ciò che oggettivamente servirebbe alle imprese non viene fatto o fatto in modo insufficiente tanto per dire che si è provveduto. Vedasi cuneo fiscale sul lavoro. Sembrerebbe da ciò che dice che si vorrebbe una nuova IRI che un amico del PD già ulivo ha distrutto. Essendo professore non ha ancora capito che il PIL è prodotto dagli imprenditori di ogni livello esistenti nel Paese e che per incrementarlo occorre concordare con loro i provvedimenti necessari. Per esempio eliminare tutte le pratiche burocratiche esistenti, rendere le norme in ogni settore semplici e comprensibili senza la necessità di consultare decine di norme legislative, regolamentari, verificare la prassi eliminando tutta una serie di passaggi che favoriscono il malaffare. Questa cose non si fanno altrimenti non sarebbe più professore.                                                                Il punto ventuno dichiara necessario porre in essere politiche per la salvaguardia del risparmio e dei risparmiatori anche agendo sul sistema bancario. Da sempre è una bella affermazione, ma recentemente abbiamo assistito ai molti problemi creati da banche senza che i vari controlli siano stati capaci di evidenziare il loro malgoverno.    Il punto ventidue: ci dà la conferma di come il Premier non conosca la situazione della scuola. Parla di classi superaffollate ignorando che moltissime classi sono costituite da 12/13/14 alunni e di “affollato” c’è solo il corpo docente. Ignora il Professore che i Dirigenti degli anni 50 / 60 venivano da classi di 33/35 alunni con un solo insegnante. Certo i docenti andrebbero valorizzati, ma con concetti chiari, con scuola di preparazione all’insegnamento, con l’obbligo della verifica biennale del proprio sapere, con obbligo di iscrizione al Provveditorato prescelto e senza possibilità di trasferimento per qualsiasi motivo, con assunzione diretta del responsabile della scuola e non con concorsi agevolati pur di assumere. Infine ristrutturazione di tutto il sistema per una sua effettiva funzionalità e per le materie di insegnamento, per il tempo scuola, per i costi di gestione, magari copiando ciò che si faceva negli anni quaranta e cinquanta. Solo dopo aver fatto, pulizia e riorganizzazione complessiva, ciò si potrà anche parlare di aumento degli stipendi.                                         

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Punti quattordici –quindici – sedici – diciassette-diciotto

Punto quattordici – Ancora una volta si parla di una legge sul conflitto di interessi e del pluralismo dell’informazione. Mi raccomando finanziamento pubblico ai giornali di questo o quell’esponente politico di questo o quel partito, come fatto nel passato.

Punto quindici- la solita dichiarazione per la sistemazione dei sistemi relativi alla giustizia civile, penale, tributaria, anche attraverso la riduzione dei tempi e tanto altro. Ci possiamo ancora credere a tutte queste intenzioni o come sempre siamo scambiati come dei creduloni. E’ vero le dichiarazione non sono state fatte per noi che siamo considerati SUDDITI, tant’è che sulle cose importanti che noi paghiamo, nessuno ci chiede cosa vogliamo farne, ma sono fatte ai Parlamentari che purtroppo abbiamo eletto e che, come sopra detto, accettano tutto pur di stare seduti su comoda e ricca poltrona.

Punto sedici e diciassette- come sempre dichiarazione di lotta alle organizzazioni mafiose e all’evasione fiscale. Poi modifica della normativa fiscale per una sua semplificazione, riduzione delle aliquote, alleanza tra contribuenti e amministrazione finanziaria. Da sempre sentiamo queste cose e mai sono state affrontate veramente. Questi punti non saranno mai affrontati seriamente perché per farlo occorre essere veramente in grado di affrontare le relative problematiche con gente veramente ed onestamente impegnata. Ricordo che sostengo da sempre che occorre riportare per prima cosa etica e morale nel quotidiano poiché senza di ciò si creeranno sempre dei buchi che vanificheranno gran parte del lavoro che è stato fatto e un’altra modifica è il cambiamento dell’art. 1 della Costituzione “……..fondata sulla furbizia”.

Punto diciotto- di questo punto ho già accennato sopra e riguarda come detto il tentativo di riformare il regolamento di Dublino. Crede il Premier che troverà molte Nazioni disponibili a modificare accordi che sono a loro esclusivo vantaggio, crede veramente il Premier che qualcuno vorrà pagare il costo di ricevere immigrati economici spesso senza alcuna preparazione e dare loro tutto ciò che è necessario per la vita?? Se lo crede dimostra di non aver capito molto di come vanno le cose in Europa. Avrà belle parole, qualche soldo in più, ma niente altro. Del resto mi sembra che veramente ciò che vuole dall’Europa è incrementare il debito pubblico dimostrando una volta di più di non amare il nostro Paese anche se ne è alla guida con la complicità di tante cariche dello Stato, non certo per volontà degli Elettori che lo subiscono.

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Punti dieci –undici – dodici – tredici

Il punto dieci è stato realizzato con la votazione relativa alla riduzione dei Parlamentari. Ci si è dimenticati dei Senatori a vita e di tante altre cose che andranno fatte. Dichiarano la volontà di una revisione costituzionale volta ad introdurre istituti che assicurino più equilibrio al sistema e che contribuiscano ad riavvicinare i Cittadini alle Istituzioni. Speriamo che quanto abbiamo in mente, ammesso che abbiano qualche idea a questo proposito, che non siano nuovi enti con costi sempre a carico di pantalone e la sistemazione agli addetti ai lavori per la vita. Certo non penso che abbiamo in mente l’unica cosa seria da fare: una Repubblica Presidenziale Federale

Punto undici- tante proposte per l’università e la ricerca, nonché sostenere il sistema di Alta Formazione Artistica e Musicale, di cui ogni cittadino ne sente la mancanza. Poi l’istituzione di una agenzia nazionale che possa coordinare ed accrescere la qualità e l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca. Infine per non farsi mancare niente ripensare il modello di accesso ai corsi di laurea a numero programmato. Anche questo punto fa delle dichiarazioni di intenti. Forse credono che non abbiamo capito le difficoltà per la preparazione del bilancio dello Stato e la ricerca di miliardi per scongiurare l’aumento dell’IVA e quindi per le iniziative proposte per far scena, pannicelli caldi senza affrontano seriamente i problemi. Senza coraggio, idee chiare, etica e morale non si andrà da nessuna parte. Anzi le cose peggioreranno vedasi il debito pubblico a 2462 mld. a fine settembre. In questi giorni è arrivata la solita lettera dall’Europa con la richiesta di chiarimenti circa la riduzione del debito pubblico. Il Premier ed il Ministro competente assicurano che non ci sono problemi e che i chiarimenti verranno dati. Vuoi vedere che anche costoro si sono autoconvinti con le frottole che raccontano e pensano che con i provvedimenti proposti e su cui richiederanno la fiducia in Parlamento al fine di non avere per loro brutte sorprese, veramente si risolveranno i problemi e si diminuirà il debito pubblico. Fra un anno il debito aumenterà di non meno di 150/200 miliardi. A loro questo va bene e a loro non passa nemmeno per l’anticamera dell’assente cervello di domandarsi fino a quando il debito verrà sostenuto dagli investitori internazionali e nazionali, nonché del costo relativo per interessi.

Punto dodici- nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità con investimenti mirati all’ammodernamento delle infrastrutture e creazione di nuove infrastrutture al fine di creare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere. Credo che le sole dichiarazioni fatte a questo proposito si commentino da sole, salvo che il Premier non abbia la bacchetta magica e che quindi i problemi del finanziamento per tutto ciò che ha dichiarato venga risolto miracolosamente. A me pare solo una bella presa in giro e come spesso mi accade, mi meraviglio del consenso che questa battute tristi vengano approvate e che nessuna dica a chiare lettere in Parlamento      ” BASTA PROMESSE” decidiamo quali i problemi più urgenti e dedichiamo le risorse necessarie per la loro soluzione. BASTA REGALIE di ogni genere per tentare di avere voti. BASTA GUARDARE ALLE PROSSIME ELEZIONI. Proviamo finalmente a guardare lontano ed a comportarci da STATISTI, nonché a recuperare miliardi con il taglio di tante spese inutili a favore dei soliti NOTI.

Punto tredici- il Governo persegue la tutela degli interessi nazionali e svolgerà la sua attività per rafforzare un sistema di cooperazione allo sviluppo. All’interno dell’Unione Europea si impegna a promuovere investimenti nel continente africano. Mi raccomando mantenendo gli accordi di Dublino in modo che le Nazioni al confine dell’Unione provvedano alle masse di immigrati economici ed irregolari. Poi il proposito di rivedere a parole il tutto viene dichiarato nel successivo punto diciotto. (segue)

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Punto sei – sette – otto –nove Sinteticamente questi punti prevedono:

sei-  la tutela dei diritti della persona, la rimozione delle diseguaglianze, attenzione ai disabili;

sette- realizzazione del GREE NEW DEAL scrivere in italiano NO – nuova patto verde che porti all’inserimento nella costituzione la protezione dell’ambiente e della biodiversità;

otto- predisporre un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del patrimonio esistente e ristrutturazione delle strutture pubbliche dismesse a favore delle famiglie a basso reddito e dei giovani

nove-massima priorità alla messa in sicurezza del territorio; ricostruzione delle aree terremotate; interventi per regolamentare il consumo del suolo; eliminazione dei permessi per trivellazioni per estrazione di idrocarburi; promuovere impianti di riciclaggio e ridurre la necessità di avere inceneritori.

Come già detto è il classico libro dei sogni. Da sempre i nuovi Governi promettono tutto, poi le risorse vengono sprecate per miliardi e tutto resta come prima. Piano di edilizia pubblica: il Premier non conosce che il primo piano che funzionò veramente fu fatto da Fanfani, erano gli anni cinquanta. Questo piano permise a migliaia di famiglie di diventare proprietarie nel tempo della loro abitazione con rate possibili in funzione del loro reddito. Poi sono arrivare le cooperative e la legge 167 e anche qui migliaia di fabbricati furono costruiti ed assegnati con diversi obblighi per la loro rivendita al fine di garantire un mercato a prezzi equi eliminando, per quanto possibile, le speculazioni. Il punto nove poi è la classica presa in giro. Da decenni si sa che occorrono 60/70 mld per la sistemazione idrogeologica del Paese, ma come sempre fumo negli occhi, con qualche miliardo sprecato in limitati interventi. Non parliamo poi delle zone terremotate. Anche il Governo Conte primo, avrebbe dovuto provvedere alla ricostruzione delle zone terremotate, ma ancora a tre anni di distanza poco è stato fatto.Prendiamo atto tutti quanti Cittadini elettori, che con Governi bugiardi non si può risollevare veramente il Paese. Non solo ma si danneggiano gli imprenditori e si modificano gli accordi presi a distanza di un anno imbrogliando le carte solo per far bella figura nei confronti si una sparuta minoranza di elettori che credono così di essere i “migliori”. (leggi ILVA di Taranto). Questi comportamenti mettono in serio pericolo migliaia di posti di lavoro e creano perplessità a possibili investitori stranieri che per non rischiare non fanno investimenti. Vogliamo realizzare un paese comunista nonostante la caduta del muro.

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Punti quattro e cinque- riguardano sempre il mondo del lavoro: Si pensa ai lavoratori dipendenti, ai giovani professionisti, ai lavoratori non dipendenti, alla prevenzione degli infortuni, alla parità delle retribuzioni, al salario minimo, al congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata, ad incrementare il fondo integrativo pubblico includendo la pensione di garanzia per i giovani. Dichiara poi il Premier, che occorre garantire alle nuove generazioni la possibilità di svolgere un percorso di crescita professionale, sociale, culturale e professionale nel nostro Paese. Per non farsi mancare niente tutelare i lavoratori a mezzo dell’efficacia erga omnes dei contratti di lavoro sottoscritti dalle maggiori organizzazioni sindacali e non ultimo la riduzione del cuneo fiscale. Poche osservazioni in merito. Mi sembra di capire che stiamo diventando un regime nel quale il Governo del momento, decide tutto ciò che i Cittadini devono fare o avere, dimenticando il Premier il punto precedente e che il lavoro è creato dagli imprenditori di ogni dimensione e che siamo e vogliamo continuare ad essere una democrazia e non un regime. Certo alcune regole generali vanno anche dettate, ma non oltre. Come già ho scritto credo che si debba innovare veramente anche questo settore rendendoci conto che siamo nel terzo millennio e che giusta una retribuzione per ogni tipo di prestazione lavorativa, uguale per tutti maschi o femmine, tutto il resto deve essere contrattato a livello aziendale e rendere il lavoro partecipe del risultato economico delle aziende. Basta STATO MAMMA, occorre creare le condizioni di ogni tipo perché i Cittadini possano provvedere alle loro necessità di oggi e di domani.  (segue)

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Punto tre) non trascrivo il punto che riguarda il sistema industriale del nostro Paese. Viene dichiarato che il sistema sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma che ha in sé grandi potenzialità. Il Governo intende potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese. Tutto il punto è una dichiarazione  che con parole più o meno simili, hanno detto i Governi precedenti, ma come sempre, sono e restano dichiarazioni per poter fare un bel discorso al fine di ottenere la fiducia peraltro già garantita dagli accordi tra le segreterie dei partiti o movimenti che dir si voglia ed è noto che i Parlamentari raramente possono votare secondo coscienza altrimenti corrono il rischio di non essere più ricandidati. Il problema vero è che per poter fare una seria politica industriale e dare le possibilità di sviluppo occorrono, le risorse necessarie. Quindi restano dichiarazioni di principio vane. Con i pochi soldi si mettono solo cerotti ed il braccio va in cancrena. Oggi il debito pubblico è a 2462 miliardi, sempre in aumento. (dato banca d’Italia), ma la cosa poco interessa i nostri Dirigenti Nazionali, tanto come sempre paga solo PANTALONE.

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Punto due)  “Con la formazione della nuova Commissione europea si apre una nuova fase di programmazione economica e sociale. Sarà un obiettivo prioritario del Governo partecipare alle definizioni di nuove linee di intervento per rilanciare piani di investimento e aumentare i margini di flessibilità allo scopo di rafforzare la coesione sociale. L’Italia deve essere protagonista di una fase di rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea, intesa come strumento per ridurre le disuguaglianze e vincere la sfida della sostenibilità ambientale.  Il Governo si adopererà per promuovere le modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le attuali politiche di bilancio pubblico orientate prevalentemente alla stabilità e meno alla crescita, in modo da tenere conto dei complessivi cicli economici e di evitare che si inneschino processi involutivi. Abbiamo bisogno di un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.”

Leggendo questo punto ci viene da dire che belle parole. Come sempre però belle parole. La cosa che si evince da queste righe è la richiesta di nuova flessibilità che in parole povere vuol semplicemente dire MAGGIORE DEBITO PUBBLICO. Il resto sono affermazioni vuote di contenuti. Una normale persona avrebbe indicato la linea politica da presentare all’Europa e i provvedimenti che si richiederebbero per raggiungere gli obiettivi proposti a linee generali. Non avendolo fatto si può pensare che non si hanno idee chiare in proposito e che tutto sommato le affermazioni fatte e dichiarate sono solo fumus…

Nessuno sforzo per pensare di ritrovare le risorse necessarie per rilanciare piani di intervento in tutti i settori, magari eliminando le spese inutili che somma ad un centinaio di miliardi, i vantaggi per questa o quella carica cessata che mantiene privilegi a carico di PANTALONE, scorte, auto blu, regalie di ogni genere per tentare di ottenere consensi e mantenere le posizioni di rendita parassitaria, facilitazioni di ogni tipo per deduzioni e detrazioni, gestioni dell’ attività anche economica pubblica in modo efficiente, vedasi il caso Alitalia ed i  7/8 miliardi sciupati per mantenere in piedi un debito con i continui rinvii della decisione occorrente a far ripartire su basi completamente diverse l’azienda. No pensare a tutto questo è cosa estremamente difficile e se poi non ci votano. Continuiamo la gestione con un Premier non eletto e che quindi non dovrebbe preoccuparsi dei voti da ottenere, ma che ha capito come sia più facile guadagnare quattrini e vantaggi nella posizione ottenuta e quindi “non disturbare”. Recuperare miliardi dalle spese inutili può comportare inimicizie e quindi perché preoccuparsi di dare veramente una svolta al Paese in modo da realizzare una ripresa economica nell’interesse generale. (segue)

CHIACCHIERE…… ( segue)

Basti leggere ciò che ha scritto il Premier e che leggo nella versione definitiva del programma del nuovo governo. Il primo punto riguarda:

“la neutralizzazione dell’aumento IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e semplificazione amministrativa, il rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e per il welfare (usare l’italiano non è più permesso). Tutte le previsioni saranno comunque orientate a perseguire una politica espansiva, in modo da indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, senza mettere a rischio l’equilibrio di finanza pubblica”.

Anche chi non è addetto ai lavori capisce che quanto si legge, è solamente una dichiarazione politica e che nulla o poco potrà essere fatto e tutti noi sappiamo cosa vuol dire “senza mettere a rischio l’equilibrio di finanza pubblica”. Vuol dire a chiari lettere se ci saranno risorse altrimenti ciccia. Tutti noi sappiamo che per i disabili non è stato fatto molto, ma illuderli può darsi votino a loro favore, così come per la scuola di ogni ordine e grado, dai programmi alla preparazione e verifica delle capacità degli insegnanti, alle cattedre inutili, al numero chiuso per professioni che necessitano di tecnici, all’attenzione per investimenti privati e come ricordato sopra, si investe all’estero. Altro che politica espansiva. (segue)

CHIACCHIERE….

Chiacchiere, sempre chiacchiere anche con l’uso dell’informatica come se tutti i Cittadini siano disposti e propensi a leggere le affermazioni del Premier con i suoi scritti sui vari siti.  Costui e altri autorevoli politici del momento, pensano che così facendo, diano la dimostrazione di essere al passo con i tempi.  Credo al contrario che così facendo sprecano il tempo loro concesso, dimenticando che il tempo è un dono di Dio e che quindi va utilizzato pienamente e non sprecato con dichiarazioni per addetti ai lavori, anziché lavorare seriamente per affrontare i problemi esistenti, alla radice. Del resto come pensare che possano agire in modo diverso. Essi non si rendono conto che operando in questo modo danno la dimostrazione di non essere una classe dirigente credibile. Il Paese mai come oggi avrebbe bisogno di una leadership proattiva, ispirata, che guardi lontano alle future generazioni in nome delle quali gestiscono il presente. Avremmo bisogno di Dirigenti sorretti da una visione, dall’etica e che possiedano il coraggio politico necessario per guardare oltre alle prossime elezioni. Mi sembra che ciò sia la differenza tra i Politici che ci angustiano e gli STATISTI di cui avremmo bisogno. Quando qualcuno cerca di comportarsi diversamente viene subito bollato. La regola è dichiarare di cambiare e nel contempo lasciare le cose come stanno, vedasi anche i NUOVI, che si stanno trasformando in Partito integrandosi nel sistema che avrebbero voluto cambiare anche restando nelle istituzioni per due legislature, proposito che sembra dimenticato.  Tant’è che molti lasciano il Movimento per emigrare in Partiti dove di questo non se ne è mai parlato.  Il tutto a scanso di equivoci con la giustificazione politica del caso. Cambiare vorrebbe dire mettere in discussione tutto e quindi anche gli interessi di parte. Interessi che permettono ad una CASTA, termine oggi desueto, di vivere alle spalle di PANTALONE. E’ talmente vero ciò che osservo, che dal quotidiano che leggo, apprendo che nel 2016 il nostro Paese abbia avuto 142 mld di euro allocati in ricchezza all’estero come rilevato dall’ultimo report pubblicato dalla Commissione europea sui flussi finanziari oggetto di elusione, investimenti fatti da società e da persone fisiche. Tutto questo conferma che la fiducia nella Dirigenza del Paese è scarsa. Una ulteriore conferma della sfiducia nella CASTA politica la dimostra anche il Presidente della Repubblica che sceglie Premier non eletti, forse nella speranza che siano migliori. Non sembra che sia così. (segue)

SEMPRE PROMESSE…..

Le cose da fare sono molte dato che i tanti Governi del passato hanno lasciato irrisolti i problemi esistenti ed in qualche caso li hanno aggravati. Si pensi alla scuola che non prepara i tecnici necessari alle attività economiche delle varie Regioni e che ha il numero chiuso là dove necessitano tecnici preparati e si lasciano aperte le iscrizioni alle facoltà che non creano posti di lavoro, oltre alle innumerevoli Università con corsi studiati per assegnare Cattedre e non preparare persone capaci, la ricerca non sufficientemente incentivata, ai 2400 edifici scolastici che necessitano di sistemazione  e di cui circa la metà è senza abitabilità e sicurezza, alla sistemazione idrogeologica del Paese di cui si parla sempre e per fingere di fare qualcosa si mettono a disposizione briciole, alla giustizia della quale si pensa da tanti anni di sistemare le norme esistenti per renderla efficiente sotto ogni aspetto, al fisco da riorganizzare mettendo anche qui a disposizione le risorse necessarie e l’elencazione potrebbe continuare. Per fare tutte queste cose occorrono risorse e queste non possono essere ulteriormente richieste ai Cittadini. Occorre per avere più risorse, recuperarle dalle spese che vengono fatte nella gestione senza diminuirle nei servizi essenziali, ma eliminando tutte quelle spese improduttive che sommano ad un centinaio di miliardi. Regali, carità, generosità oltre le disponibilità. Certo ci saranno levate di scudi, ma proprio qui che si vede il buon amministratore non preoccupato della sua poltrona, capace di spiegare e convincere la maggioranza dei Cittadini della bontà delle scelte che si fanno. Del resto altri Statisti in Paesi occidentali hanno avuto il coraggio di queste azioni. Certo STATISTI e non Politicanti di bassa levatura in tutto. Se investimenti devono essere fatti, si appronti un programma di richiesta fondi e di debito pubblico con un piano di ammortamento, cosa che del resto fanno tutte le aziende serie. Si deve gestire lo STATO in modo economico avendo presente tutti gli aspetti per ottenere rendimenti e produttività in ogni settore. Basta le bazzecole di indicare fittiziamente entrate sul recupero di qualche miliardo dalla lotta all’evasione da destinare al cuneo fiscale sul lavoro e poi dire che non si sono recuperati importi atti a tale iniziativa, oppure per vendita di beni pubblici senza l’impostazione seria dell’iniziativa, con persone e società del settore italiane o straniere, in modo tale da realizzare effettivamente il risultato nel giro di pochi anni. Anche qui si è parlato di centinaia di milioni. Si deve capire una volta per tutte che la ricchezza si produce con il lavoro e che il lavoro viene svolto dalle imprese. Quindi un piano industriale a sostegno delle imprese di ogni tipo, taglio del cuneo fiscale sul lavoro, eliminazione degli adempimenti a carico delle imprese non riguardanti l’attività di impresa, azzeramento del costo per malattia a carico dell’impresa, stipendio minimo per tutte le categorie comprendente ogni beneficio oggi esistente come TFR- ferie- 13ma- mensilità aggiuntive- permessi, libertà di esercizio dell’attività di impresa con possibilità di organizzazione del lavoro secondo la necessità, turni anche con orari ridotti, partecipazione del lavoro al reddito prodotto, riduzione della contribuzione pensionistica al massimo del dieci per cento ed obbligo del dipendente di assicurarsi una pensione aggiuntiva per arrivare a non avere più lo STATO come erogatore di pensione, ma al massimo solo come garante e controllore di FONDI PENSIONI privati così come oggi accade per le assicurazioni. Guardare al futuro ed immaginare come potrà essere la nostra società fra cinquant’anni ad esempio.  STATISTI non politici di bassa levatura.  (fine)