PERCHE’ REPUBBLICA…..

Tutto ciò come ho detto non potrà essere risolto da ROMA anche perché si finirebbe con scontrarsi con le strutture burocratiche che si vedrebbero togliere potere e che quindi farebbero di tutto per richiamare questa o quella legge, magari del regno, per ritardare o sospendere l’iniziativa di miglioramento e di semplificazione. Ecco perché, ripeto nell’interesse del PAESE e dei suoi Cittadini, occorre che si riparta da zero. Per fare ciò occorre una REPUBBLICA FEDERATA e un PRESIDENTE eletto dai Cittadini, Non mi si venga a dire che oggi siamo in democrazia. Da anni abbiamo il Premier nominato e non eletto. Certo ha ottenuto il consenso dei Parlamentari eletti, ma come ho più volte detto, è un consenso interessato per i compensi di oggi e di domani, consenso acquisito casualmente per molti e che si vuole mantenere. Infatti anche i NUOVI si sono immediatamente adattati a questa situazione. Il Presidente che verrà eletto nella Repubblica Presidenziale sulla base di un programma che diffonderà, avrà maggiori poteri ed avrà la certezza di durare il periodo di tempo stabilito per la legislatura 4 o 5 anni con una sola possibilità di rinnovo e senza regali alla fine del mandato. Due legislature di otto o di dieci anni sono un periodo che può permettere l’avvio e la verifica dei risultati delle azioni proposte, soprattutto se ci sarà autorevolezza dello STATO. Certo occorre per far questo un Politico che chieda agli ELETTORI il consenso necessario per una maggioranza sicura e non mediata oltre, ovviamente, ad avere ELETTI mentalmente onesti che abbiano veramente a cuore il bene del PAESE. E con questa nuova legislatura procedere nel senso indicato.

PERCHE’ REPUBBLICA PRESIDENZIALE FEDERATA

Perché insisto sulla REPUBBLICA FEDERATA PRESIDENZIALE. Oggi il disastro in tutti i settori è talmente evidente che basta seguire i telegiornali o qualche trasmissione politica serale, per avere notizie a conferma di questo stato di cose e ciò si verifica in tutti i settori della gestione dello STATO. Chiunque con onestà mentale pensi a cosa fare per superare questo stato di cose si rende conto che la situazione è talmente incancrenita che non potrà mai essere modificata da ROMA, cioè dal CENTRO, non conviene a tanti. Va rifondata la REPUBBLICA in tutte le sue articolazioni e ciò non è realizzabile se non facendo piazza pulita dell’esistente. Per poterlo fare occorre ripartire da zero e quindi annullare tutto l’esistente con la creazione di singoli STATI che ridetermino il modo di essere, di gestire, le leggi esistenti utili riscritte in un unicum senza più riferimenti nel testo a modifiche avvenute con decreti legge, poi convertiti al punto che spesso diventa difficile l’interpretazione e si creano le condizioni per il malaffare, per i ritardi, per le numerose autorizzazioni richieste, per tutto ciò che la burocrazia ha creato a danno dei CITTADINI, delle IMPRESE e di ogni e qualsiasi attività professionale, commerciale, artigianale. Si dice la burocrazia per non dare nome e cognome ai veri colpevoli di questo andazzo, che sono i POLITICI senza un vero pensiero politico o incapaci o senza sufficiente consenso, che hanno dovuto accontentarsi di ciò che poteva essere fatto al momento sperando nella dea bendata e nel debito pubblico. Si è preferito attingere alla spesa pubblica sistematicamente per di più a debito alla ricerca di consensi immediati alimentando una sottocultura parassitaria e clientelare che ha prodotto una classe politica sempre più mediocre. In pratica si è sostituita alla politica economica la politica della spesa in cui non conta l’effetto sull’economia, ma solo sulla platea dei percettori.  Non certo si sono programmati ed impostati  i lavori utili al Paese come la sistemazione idrogeologica, non la sistemazione e la messa a norma degli edifici scolastici, non la riforma della giustizia, non la revisione della spesa pubblica, non la riforma del fisco, le manutenzioni, la modernizzazione e la informatizzazione del sistema se non parziale oggi  e via dicendo. Forse non è noto, se non agli addetti, che spesso la legge oggi approvata non può entrare in funzione perché occorrono poi mesi per le circolari, i regolamenti, i concerti tra Ministeri e quando alla fine tutto è compiuto spesso ci si rende conto che la nuova norma è superata dai fatti accaduti, sempre ammesso che sia stata scritta bene. Vedasi un esempio abbastanza recente di qualche governo fa. E’ stato aggiornato il codice degli appalti che avrebbe dovuto semplificare le regole esistenti, questo era l’obiettivo. Ciò che è stato fatto, al contrario, ha complicato ulteriormente la vita a tutti gli addetti del settore. Ritardi che pesano per le opere che non vengono fatte, per il PIL che non registra progressi, per i posti di lavoro mancanti. In questi giorni di disastri ambientali si sente dire, colmo dei colmi, che i soldi ci sono nei Comuni, ma che non possono essere spesi dato che si sono posti dei limiti alla spesa e pertanto le vere necessità restano non risolte. Se facessero diversamente i Sindaci potrebbero essere chiamati a risponderne penalmente e/o davanti alla Corte dei Conti. E’ SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO.