Polemiche….

Polemiche inutili sul voto del prossimo referendum. Come sempre si tende non a verificare l’opportunità della decisione, se il SI giova o meno ai Cittadini, se dà luogo a risparmi senza danni diretti o collaterali, se il progetto ci rende simili ad altri Paesi o se facendo il contrario ci rende sempre più spendaccioni e non credibili per tante cose. Gran parte dei Cittadini credo sia d’accordo col ridurre il numero dei parlamentari e ciò indipendentemente da chi ha proposto la legge, non dimenticando che la stessa ha avuto un voto parlamentare, poi anche la riduzione del costo relativo, consci che un numero minore di parlamentari non nuocerà sicuramente alla gestione del Paese. Sostanzialmente queste sono le affermazioni dello schieramento per il SI. Oggi con tutti i parlamentari la gestione democratica del Paese è venuta meno con i dpcm che il premier ha fortemente utilizzato senza coinvolgere il parlamento con anche elementi di incostituzionalità, con la nomina presidenziale dei premier. Chi invece vorrebbe il NO presenta la preoccupazione di una minore rappresentanza dei cittadini in parlamento e che i 100 mln di risparmio sono un caffè e mezzo annuo per i cittadini. La verità vera è che si vorrebbe la maggioranza dei NO per realizzare un contrasto politico verso chi questa modifica costituzionale l’ha voluta. Costoro, così facendo, danneggiano ulteriormente il Paese in quanto molti di loro sono in parlamento da decenni e nulla hanno fatto per modificare la Costituzione. Per esempio proporre la riduzione dei compensi, eliminazione dei benefici collaterali ed eliminazione dei senatori a vita, decisioni mancanti in questa modifica costituzionale. La Costituzione, nata dopo la seconda guerra mondiale, oggi è datata per le difficoltà che realizza alle necessarie decisione che dovrebbero essere prese celermente in questo periodo storico che è completamente diverso per tutto, dalle condizioni nelle quali è nata.  Costoro fingono di ignorare questo solo e perché è sempre meglio mantenere la poltrona che correre il rischio di perderla con tutti i relativi benefici. Meglio poi garantire la poltrona a tanti in modo che possano portare voti, non ha importanza cosa sanno fare, quali esperienze nel mondo del lavoro, basta che portino voti. Essere seri non interessa e infatti constatiamo che cosa è diventato il Paese grazie a questa CASTA incompetente, che da anni ci governa. Perché i fautori del No non hanno proposto e non propongono le modifiche che necessitano in tutti i settori del Paese che è arretrato in tutto, per meritare consenso elettorale. Debito pubblico enorme e con continui incrementi, mancanza di progetti per l’economia, mancanza di risorse per la ricerca, la scuola, la sanità, la politica di bilancio improntata ad una spesa improduttiva,nessuna legge per eliminare gli sprechi, la modifica della regolamentazione del mondo del lavoro con una nuova moderna ed efficiente, un diverso modo di pensare in questo settore abbandonando l’ottocento e che preveda la partecipazione del lavoro al capitale dell’impresa e la partecipazione al reddito conseguito, o a differenti modalità di compensi del lavoro per garantire in ogni caso la massima produttività, condizioni di vita migliori, l’autonoma formazione delle risorse per la pensione liberando nel tempo lo STATO dagli interventi in questo settore, guardando quindi lontano. Ed ancora, la mancanza di progetti seri per la modernizzazione del Paese sia infrastrutturali fisiche che digitali, la riforma della giustizia e della burocrazia, la formulazione di una legge elettorale seria che permetta a chi ha un voto in più di governare per il periodo della legislatura, la riforma costituzionale con un progetto di repubblica presidenziale federata. Basta premier di nomina presidenziale. Il Presidente deve essere eletto dai Cittadini e deve governare in loro nome sulla base del programma presentato. Sarà poi giudicato al termine della legislatura. Qui tutti governano e le responsabilità per i danni fatti sono sempre o del caso o degli avversari. Basta una politica di scontro. E’ ora di avere una politica per il progresso.

SEMPRE PEGGIO…..

Sono due mesi circa che non scrivo e questo tempo lo ho dedicato a riflessioni che hanno fatto aumentare in modo incredibile il disgusto per questo periodo della politica nel nostro Paese.Le cose che abbiamo sentito e letto ci danno un’immagine di una compagine governativa priva del comune buon senso. Tante chiacchiere, tante impegni a vuoto, tanto debito pubblico, ma nessun provvedimento serio per aiutare il Paese intero a riprendersi. Al contrario provvedimenti che peggiorano la situazione del Paese. Si pensi ad esempio ai provvedimenti a danno delle imprese: divieto di licenziamento, obbligatorietà del rinnovo dei contratti a tempo determinato. Questi provvedimenti troveranno difficilmente applicazione dato che non siamo ancora e per tutto in una dittatura, anche se i dpcm sono un segno del disprezzo per il Parlamento e quindi della democrazia liberale, e pertanto molti imprenditori agiranno nell’interesse dell’azienda e della sua sopravvivenza e se poi saranno chiamati in tribunale a difendersi si aggraverà la loro situazione economica e finanziaria per nuove spese inutili, oltre alla spesa della giustizia a carico di tutti. Questo dirigismo grezzo non si è mai visto nel nostro Paese dal dopo guerra ad oggi. Chi ci dirige oggi, non ha mai praticamente lavorato e non si rende conto di come una qualsiasi attività si regga su costi e ricavi e non su decreti stupidi ed inutili. Vedasi il problema dell’ex Ilva. Lo Stato spenderà miliardi per mantenere occupati dipendenti che non sono oggi utilizzabili dall’impresa a causa della situazione mondiale dell’acciaio anche a causa del VIRUS. Situazione creata dall’ex ministro dell’industria o dello sviluppo economico luigi di maio e ora di patuanelli, grillini, che hanno infranto l’accordo con l’imprenditore circa l’esimente penale. Analogamente per l’Alitalia che da anni non ha la capacità di pareggiare i conti e di lavorare con profitto, con un eccessivo numero di dipendenti e stipendi superiori alla media del settore, nonché per la mancanza di un progetto serio della gestione e per lo sviluppo, ma la si mantiene sempre a spese dello STATO, anche qui per volontà dei grillini nuovi comunisti, e cioè mantenuta da noi contribuenti, il tutto in un’ottica anti industriale. Il nostro Paese si riprenderà solo con i sacrifici di milioni di artigiani, commercianti, professionisti, piccole e medie imprese di ogni settore, come peraltro è sempre stato e ciò indipendentemente dalla volontà negativa dei governanti, certi costoro di applicare ciò che disse Kennedy “non chiederti che cosa può fare il tuo Paese per te, ma che cosa puoi fare tu per lui.” Far rinascere le aziende di Stato come voluto dai “grillini” è una pericolosa discesa, il tutto voluto dai grillini e non contrastato dal PD di Zingaretti. Parafrasando una frase del Generale dalla Chiesa mi sento di dire: “finché una poltrona conterà più dello Stato non riusciremo a riportare grande il nostro Paese”. Anche Zingaretti che lavoro ha mai fatto oltre alla politica. Il tutto sarebbe semplificato con governanti diversi regolarmente eletti e che abbiano presentato al Paese tutto il programma per ridare   autorevolezza allo Stato ed alle pubbliche amministrazioni,rilanciare l’economia e conseguentemente il lavoro, l’abolizione delle tante disposizioni inutili della burocrazia, la riforma della giustizia, delle disposizioni fiscali, l’adeguamento delle strutture sanitarie, l’eliminazione delle spese inutili già calcolate fin dal 2011 in 115 mld.  annui, e se solo questo fosse stato fatto avremmo ridotto il debito pubblico di circa 1000 mld. se poi avessimo costituito o affidato la gestione degli immobili disponibili di Stato e delle pubbliche amministrazioni,  alleggerendo così il ulteriormente il debito pubblico ad una società seria, forse potremmo essere più credibili in tutto e ridotto il peso degli interessi, che aggiunti come risparmio a quanto detto, avremmo azzerato o quasi il debito complessivo. Tutto ciò a riprova dell’incapacità di costoro che ci governano che si felicitano dei prestiti europei e si lamentano se Governanti seri di altri Paesi DUBITINO delle volontà e capacità dei nostri amministratori di gestire i prestiti in modo intelligente ed accorto per poi restituirli. La dimostrazione di ciò sono i contributi europei parzialmente utilizzati e male investiti da sempre. Cioè dubitano che vengano disposte spese per investimenti e per la modernizzazione del Paese, per ottenere un ritorno in beni e servizi a favore di tutti e principalmente per la creazione di nuovi posti di lavoro. Pensano, come avvenuto oggi e in tempi recenti, che i prestiti siano distribuiti malamente per motivi elettorali, cioè in spese non produttive veramente. Tutti bravi a fare dichiarazioni anche all’inaugurazione del ponte San Giorgio a Genova. Il Governo ha prodotto un elenco di ben 130 opere pubbliche da realizzare e quando queste opere partiranno visto che agendo correttamente e lavorando tutti i giorni si potrebbero realizzare in tempi relativamente brevi come del resto fatto CONCRETAMENTE A GENOVA. Solo PAROLE.

“ ai serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” (Purgatorio)

Ed ancora: tutti vogliono la modifica della legge fiscale che riduca i prelievi e semplifichi la vita di tutti con regole chiare e semplici, ma nessuno indica i sacrifici necessari, meno incassi meno spese, questo dovrebbe essere il risultato e quindi quali spese dovranno essere ridotte per non aumentare ulteriormente il debito pubblico, anzi per ridurlo come ad esempio ho indicato sopra. Ed ancora nessuna politica seria per l’immigrazione. Solo adesso si pensa alla chiusura dei porti e ad una seria e ragionata politica per l’immigrazione che impedisca l’immigrazione irregolare, improvvisa ed economica. Quando qualcuno lo ha fatto, è finito sotto processo, solo per delegare ai Magistrati da parte della maggioranza, la incapacità a contrastare un avversario politico. I buonisti anche in questo caso hanno fatto spendere miliardi a sostegno di “stranieri” a danno dei milioni di Connazionali in miseria oggi e dei nostri figli domani con l’aumento del debito pubblico. Decine di miliardi di interessi passivi gettati al vento e sottratti a spese utili quale scuola, ricerca, infrastrutture, sanità oltre a quanto regalato ai Paesi di partenza delle imbarcazioni, nell’intento di delegare ad altri ciò che non siamo capaci o non vogliamo, fare. Accettare gli sbarchi è una chiara collaborazione con gli “schiavisti di oggi” e forse per aiutare le tante cooperative finte di beneficenza di tutti i colori e quindi per ritorni non sempre chiari. I nostri attuali governanti sono persone poche esperte in tutto e dipendono probabilmente dai capi di gabinetto che tutto sanno fare specialmente per mantenere la loro poltrona. I Ministri cambiano, loro restano come ben ha scritto uno di loro: “Io sono il potere. Confessioni di un capo gabinetto.” Per darsi un’aria di attenzione ai problemi il nostro premier ha costituito una pletora di commissioni con veri o presunti esperti, di riunioni pubblicizzate, gli stati generali, ma con il vero scopo di non decidere e rinviare sempre tutto. Sono scelte di distrazione di massa ed una perdita di tempo da parte di amministratori che non sanno cosa fare. La riduzione del PIL non ha ancora fatto sentire i suoi effetti e spero di sbagliarmi e non trovarci nel prossimo autunno con una pletora di disoccupati e di fallimenti. Forse per salvare la situazione occorrerebbe far partire gli investimenti pubblici sburocratizzandoli e creare le condizioni fiscali e giuridiche per attirare investimenti privati dal mondo intero ad esempio con una tassazione di tipo irlandese, non certo un assistenzialismo come stanno facendo il PD ed il M5S con un aumento della spesa pubblica e tipico di un comportamento anti crescita ed anti industriale. Tanti fondi per tanti regali, ma non ho sentito che siano stati pagati i debiti delle pubbliche amministrazioni alle aziende che per esse hanno lavorato. Forse fare ciò non è ritenuto opportuno, così come forse non è opportuno far partire i lavori in programma di Ferrovie e Anas sbloccando le pratiche relative. Chi ci governa non ha capito o non vuole capirlo che il futuro del Paese si basa sulla capacità di ripresa delle imprese e di modernizzazione del Paese. Certo fare questo vuol dire crearsi dei problemi con le strutture esistenti che sicuramente non vogliono essere modernizzate dato che finirebbero per essere ridotte le poltrone di ogni livello e conseguentemente la necessità per costoro di prepararsi per altri lavori che difficilmente darebbero loro i privilegi ed i compensi percepiti. Tutto ciò si è realizzato grazie ad una CASTA di incapaci e impreparati che per decenni hanno solo salvaguardato le loro poltrone dimentichi che governare vuol dire lavorare per l’intero Paese e non per sé stessi. Fare il proprio lavoro con coscienza e scienza vuol semplicemente essere cittadini corretti e rispettosi delle leggi.

Continuare a prorogare i timori per la pandemia non è cero ben amministrare. La cosa vera da fare è continuare a raccomandare comportamenti prudenti. Tante chiacchiere anche in questo campo e nessuno che ha coinvolto i medici di base procurando loro le collaborazioni necessarie ed i materiali per i tamponi da eseguire, oltre ovviamente con i laboratori di analisi disponibili a lavorare per quanto necessario per accelerare i risultati, operazione che dovrebbe essere fatta oggi almeno per garantire un minimo serio controllo per gli studenti di ogni grado senza spese inutili quali acquisti di banchi, assunzione di decine di migliaia di “insegnanti” , raddoppio di aule e quanto altro questi spendaccioni hanno inventato consci solo che spendere soldi che non ci sono, siano un successo e che tutto questo porterà loro voti. Come sempre prima la propria poltrona.