Si parle….

Si parla molto del Recovery Plan e del programma nazionale per utilizzare i fondi che arriveranno al fine di ridare ripresa e sviluppo alla Nazione. Nessuno però sottolinea che dei 27 Paese europei solo 13 hanno dato il via libera a questo progetto europeo e tra i non votanti c’è anche la Germania che è in dubbio sul SI.  Ora i vari Governi recenti hanno indebitato il Paese per spendere male i prestiti e quindi credo che compito del nuovo Governo presieduto da un esperto in questo settore, dovrebbe, indipendentemente del Recovery europeo, approntare rapidamente il piano di ripartenza delle nostre produzioni industriali, provvedere a tutte le opere strutturali in ogni settore ivi compreso il ponte sullo stretto, le reti ferroviarie necessarie per collegare rapidamente il Paese da Nord a Sud, la possibilità di creare nuovi politecnici al sud come emanazione di quelli esistenti al Nord e quindi con loro professori che resteranno nelle nuove istituzioni almeno fino a quando nuovi professori del Sud saranno preparati ed adatti a sostituirli, finanziandosi sul mercato, presentando il progetto ed il relativo piano di ammortamento del prestito. Quindi una nuova situazione anni ’60. Aspettare i finanziamenti europei è una ulteriore perdita di tempo. Il nuovo Governo dovrebbe anche risolvere le pendenze esistenti in quelle società che senza ristrutturazioni importanti non possono sopravvivere se non con continue eliminazione delle perdite con soldi pubblici. Decisioni da prendere con urgenza senza chiacchiere inutili e senza compromessi peggiori della situazione che si vuole affrontare. Vedasi una per tutte l’Alitalia.                  

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